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Rassegna stampa Astoi
Espansione, mensile economico del quotidiano 'Il Giornale' - Signori si riparte

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03 Maggio 2011

II Nordafrica è nel caos. Ma le rivoluzioni non fermano turisti e i tour operator. Libia a parte, per il momento

I tumulti politici del Nord Africa sono costati finora circa 24 milioni di euro ai nostri tour operator, con un calo delle prenotazioni del 50%, esteso anche al periodo pasquale. Il settore delle crociere ha pagato il dazio maggiore: Costa ed Msc hanno annullato per tutto il 2011 gli scali nei principali porti nordafricani. La guerra in Libia si farà presto sentire anche nelle tasche dei turisti, che dovranno aggiungere al prezzo di catalogo un supplemento detto "adeguamento carburante" imposto dall'impennata del costo del petrolio. Fin qui le notizie negative. Quelle positive sono che da due mesi è possibile partire alla volta di Egitto e Tunisia: i «segnali di ripresa, anche in vista dell'estate, sono incoraggianti», ci dice Roberto Corbella, presidente di Astoi, associazione dei tour operator italiani. «Ci sono almeno due buone ragioni per andare in vacanza in Nord Africa, Libia esclusa», dice Corbella. «La prima è che questi Paesi offrono un ottimo rapporto qualità prezzo. La seconda è che il livello di accoglienza, dopo i cambi di regime, è molto elevato, considerato che si tratta di Stati che investiranno sempre di più nel turismo, tra le principali risorse della loro economia». «C'è poi un terzo motivo: l'opportunità di assistere in prima persona ai cambiamenti della storia. Sono stato recentemente al Cairo e ho respirato un'atmosfera molto simile a quella dell'immediato crollo del muro di Berlino, carica di entusiasmo e voglia di iniziare da capo». A dare manforte a questa tesi c'è anche la Farnesina che non sconsiglia più i viaggi in Tunisia ed Egitto, pur raccomandando prudenza per le visite nelle capitali e zone interne e suggerendo di spostarsi sempre al seguito dei tour operator e mai da soli. Almeno per ora.

EGITTO: SEMAFORO VERDE

L'Ente del turismo egiziano stima in 18 milioni di euro al giorno per tutto febbraio 2011 la perdita provocata al turismo dalla rivoluzione. Un settore che rappresenta 111% del pii di un Paese che offre sole e mare 12 mesi all'anno e che nel 2010 è stato visitato da 14 milioni di persone, dei quali un milione e 200mila erano italiani. «Vi chiediamo di superare questa cifra nel 2011», ha dichiarato il nuovo ministro degli Esteri, Mounir Fakhry Abdel Nour, rivolgendosi a una nostra delegazione. «L'Italia è per noi il quarto mercato di riferimento». «Già in marzo abbiamo assistito a un incremento del 23% degli arrivi e siamo certi che nella stagione estiva ci saranno ulteriori aumenti", aggiunge Mohamed Abdel Gabbar, direttore dell'ente del turismo egiziano in Italia. "Musei e siti archeologici sono aperti, la vita scorre regolarmente". "Gli hotel del Cairo e delle coste non hanno subito nessun danno", conferma Corbella di Astoi. Una ripresa per questa meta è prevista anche da Gino Andreetta, direttore generale Club Med Italia, gruppo con 60 anni di esperienza e presente in 35 Paesi con 80 resort. «La rivoluzione non ci ha colto impreparati: abbiamo immediatamente rimpatriato tutti i clienti. Ora la situazione è priva di rischi e da sempre le nostre strutture sono sicure, presentano il massimo dell'igiene e personale medico qualificato». Parla di «rientro alla normalità e ottimismo per la stagione estiva» anche Walter David, direttore generale sales&marketing del Domina Coral Bay di Sharm el Sheikh, di proprietà del finanziere Ernesto Preatoni, che a febbraio ha registrato «un calo dell'80% delle prenotazioni». Tuttavia, l'ambasciata italiana al Cairo, dichiara, in risposta a una nostra richiesta d'intervista, che «in ragione della volatilità della situazione nel Paese e dell'insicurezza generale della regione nordafricana e mediorientale, non è al momento possibile fare previsioni sulla ripresa del turismo». Il che fa supporre che per stilare delle stime e prenotare una vacanza,