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Cronaca Qui Milano - «Senza aiuto rischiamo di fallire»

Cronaca Qui Milano - «Senza aiuto rischiamo di fallire»

03 Febbraio 2011
L'APPELLO I tour operator dovranno risarcire i costi dei viaggi cancellati: «Va creato un fondo di garanzia
Ô Viaggi annullati, vacanze rovinate, clienti da risarcire. La rivolta in Egitto rischia di infliggere il colpo di grazia ai tour operator italiani, che devono ancora ammortizzare i danni provocati dalla cancellazione dei

viaggi in Tunisia, dove la popolazione è insorta contro il Governo solo pochi giorni prima rispetto all'Egitto. È ancora presto per fare una stima dei danni, ma Sharm el Sheik è una delle mete più amate dai turisti italiani, un vero e proprio paradiso dove rifugiarsi per qualche giorno durante l'inverno. Ma da lunedì tutti le partenze sono state sospese, e l'alta stagione rischia di essere definitivamente rovinata. Secondo l'Astoi, una delle associazioni di categoria, un milione di turisti visita l'Egitto, e ben 80mila scelgono proprio di passare qualche giorno sul Mar Rosso. Ma da lunedì tutti le partenze sono state sospese, e l'alta stagione rischia di essere definitivamente rovinata. «Questa è stata una scelta obbligata», spiega Luigi Maderna, presidente della Fiavet Lombardia, altra associazione che riunisce gli operatori del turismo, «perché, una volta che il Ministero degli Esteri sconsiglia di recarsi in un luogo, le assicurazioni si rifiutano di coprire eventuali danni. Nessuna impresa accetta di correre un simile rischio. Alcune agenzie stanno fissando date ipotetiche per la ripresa dei viaggi verso l'Egitto, ma è impossibile fare previsioni. È ancora presto per fare una stima dei danni, ma di sicuro saranno molto alti: solo in Lombardia, il valore dei viaggi a Sharm è pari al 35% del totale. Comunque risarciremo le persone che sono rimaste bloccate, oppure proporremo loro mete alternative e vaucher da usare nel futuro». L'Alitalia, invece, continua a volare dopo aver modificato gli orari di decollo e atterraggio per rispettare il coprifuoco. Gli aerei servono soprattutto a rimpatriare i cittadini italiani rimasti in Egitto, e la compagnia ha diffuso un comunicato per avvertire che tutti i biglietti non utilizzati verranno rimborsati o cambiati entro il 2 febbraio. In totale, grazie a questi voli effettuati con mezzi più capienti del normale, sono rientrate in Patria 2500 persone. Le ultime 160 sono arrivate a Fiumicino proprio ieri pomeriggio. Lunedì pomeriggio Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, subito dopo aver scoperto la decisione di inserire l'Egitto fra i Paesi a rischio, ha rivolto un appello al Governo. «È presto per quantificare i nostri danni in Egitto, ma sarà certamente rilevante, si parla di milioni di euro». «Negli ultimi dieci anni», ha aggiunto, «abbiamo stimato danni per oltre 110 milioni di euro causati da queste emergenze». Per poi concludere ricordando che da tempo: «ci stiamo battendo per la creazione di un fondo di garanzia». Una posizione espressa anche da Cinzia Renzi, presidente della Fiavet, che nelle stesse ore ha detto: «Questo è un problema annoso che non dipende solo da noi», «Non è possibile che se c'è una rivolta in un Paese l'agenzia di viaggi perda tutti i soldi. Dobbiamo rivedere il fondo di garanzia che non prevede situazioni di questo genere». Tensioni però smentite ieri pomeriggio dal capo dell'Unità di Crisi della Farnesina. [e.m.]

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