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Corriere delle Alpi - Ma la movida a Sharm el-sheik non si ferma

Corriere delle Alpi - Ma la movida a Sharm el-sheik non si ferma

08 Luglio 2013


Ma la movida a Sharm el-sheik non si ferma

Decine di migliaia di italiani verso le località del Mar Rosso. La Farnesina: non uscite dai resort

Non andate al Cairo e se siete già lì non uscite dai resort. Da due giorni il ministero degli Esteri sconsiglia ai cittadini di partire per l'Egitto, dove al momento la sicurezza non è garantita per via dei violenti scontri di piazza del post-golpe che tengono in ostaggio la capitale. Eppure, finora, degli italiani che hanno prenotato le vacanze di luglio nessuno ha disdetto. Anzi, il via vai di charter che scarica migliaia di turisti a Sharm non conosce soste. Già da venerdì la pagina del sito della Farnesina «Viaggiare sicuri» suggeriva di non andare «nelle località del Cairo, Alessandria, Suez, Ismailia, Port Said, Alto Egitto (in particolare Luxor e Assuan) ed in quelle del delta del Nilo». Più incisivo il tono del ministero degli Esteri nella parte che chiede di evitare «viaggi e spostamenti nel Nord del Sinai», dove il quadro della sicurezza «è sensibilmente peggiorato». Del tutto imprudente, per il dicastero, sarebbe avventurarsi in escursioni nel deserto, soprattutto nella penisola del Sinai, dove «tribù beduine sono state responsabili di atti di intimidazione e violenza: blocchi stradali, scontri con armi da fuoco, ripetuti sequestri specie nella zona di Nuweiba». Al momento dunque, non si prevedono evacuazioni. Ma quanti sono gli italiani in Egitto? 19mila secondo l'ambasciata, divisi in 15mila turisti e 4mila residenti. Gli unici soggiorni che il ministero non sconsiglia sono quelli nei resort sul Mar Rosso (Sharm El Sheikh, Marsa Alam, Hurgada), dove il massimo della prudenza arriva ad invitare i vacanzieri a restare nei villaggi evitando gite nelle città. E, infatti, chi ha già prenotato per il Mar Rosso non ha nessuna intenzione di rinunciare al proprio viaggio.

L'associazione che raggruppa tutti i tour operator più importanti, l'Astoi, fa sapere che a luglio sono previste 76mila partenze per le località balneari del Mar Rosso. L'unico dato costante del dopo Mubarak, visto che i disordini politici della primavera araba hanno fatto crollare le prenotazioni di crociere e tour del classico Egitto. I flussi di arrivo dei turisti si attestano sui 10mila a settimana a Sharm, 8mila a Marsa Alam e un migliaio a Hurgada. «Nessuno dei nostri soci ha ricevuto richieste di cancellazione - spiega Astoi - stiamo a vedere come vanno le prenotazioni future».

«Qui la percezione di ciò che sta accadendo nel Paese è nulla» racconta Elisa, animatrice in uno dei villaggi del Mar Rosso più frequentato da italiani. Insieme agli italiani, continuano ad arrivare regolarmente a Sharm anche turisti russi, ucraini, inglesi. Tutti scaricati a migliaia dai charter. E tutti contenti di trovare quel che si aspettavano: divertimento, locali aperti fino a notte fonda a Naama Bay e Nabq, programmi del tour rispettati. «A Sharm non è mai successo nulla neanche durante la rivolta contro Mubarak» rassicura Mohamed, guida egiziana al servizio di un tour operator italiano. E aggiunge: «Non credete alle voci di chi dice che è pericoloso uscire dai villaggi». Un'insegnante di Verona, Maria, racconta di aver saputo degli scontri dagli sms degli amici e poi dai telegiornali, perché lei lì a Sharm non si era accorta di nulla. Ma, a dirla tutta,qualche segnale di allarme c'è: come la polizia davanti ai resort, gli elicotteri militari in sorvolo sulle spiagge e i tour operator che iniziano ad avere qualche difficoltà ad organizzare escursioni, passeggiate in sella ai cammelli e giri nel deserto.

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