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Corriere della Sera - Parlano i turisti italiani «Eravamo lì a cento metri»

Corriere della Sera - Parlano i turisti italiani «Eravamo lì a cento metri»

19 Gennaio 2010

Effetti: L' allarme non ha interrotto la routine delle vacanze. Solo in pochi telefonano per disdire le prenotazioni

«Abbiamo sentito la bomba, eravamo a 100 metri. Ma nel nostro albergo ci hanno detto di non aver paura, tanto l' Eta colpisce solo le caserme della polizia»: tranquillo è Fabrizio Occhionero, turista molisano ieri a Palma de Maiorca, tranquilli sono gli altri 15.000 vacanzieri nostri connazionali che si trovano in questi giorni alle Baleari. Loro e tutto l' esercito di stranieri presenti a Palma hanno rischiato di finire prigionieri del «vacanzificio» spagnolo, perché le autorità, subito dopo l' esplosione di Calvia, hanno chiuso l' aeroporto e bloccato il traffico marittimo. L' isolamento è durato però solo un paio d' ore e ha avuto come ripercussione una serie di ritardi a cascata nei decolli dall' aeroporto di Palma; secondo le autorità diplomatiche, gli arrivi, seppur a singhiozzo, non si sono mai interrotti. Va detto che l' andirivieni dei voli charter è più intenso durante i fine settimana e dunque il giovedì non è la giornata più caotica. Allontanatesi le sirene delle ambulanze, svaniti i fumi dell' esplosione, i ritmi di questa oasi turistica sono ripresi tali e quali, quasi che l' irrompere di un fatto drammatico come un attentato terroristico sia un fastidio da mettere nel conto, un dettaglio del «pacchetto» comprato in agenzia. «La gente passeggia per le strade, la polizia controlla con discrezione, non c' è traccia di paura» raccontava ieri all' ora di cena il titolare del ristorante «Piccola Italia», lamentando solo che a quell' ora solo «tres o cuatro mesas» del locale erano occupate dai tradizionali avventori. Conferma di prima mano che lo spettacolo della vacanza continua arriva da Mario Sennacheribo, viceconsole onorario italiano nel capoluogo delle Baleari: «Ci aspettavamo molte telefonate di turisti in cerca di rassicurazioni o che intendono interrompere il viaggio, ne sono arrivate appena sei». Ancora meglio è andata all' ufficio omologo in calle de las Monjas, a Ibiza: «Zero telefonate di turisti nel panico» fanno sapere. La bomba - la prima dopo 18 anni a esplodere nella località balneare - potrebbe fare sentire però i suoi effetti nei giorni a venire? Qualche timore in questo senso aleggia, ma la conferma arriverà solo nelle prossime ore, anche perché il ritrovamento di un secondo ordigno sempre a Maiorca ha chiarito che siamo di fronte a una vera e propria offensiva del terrore. «Se i responsabili dell' attentato saranno arrestati in tempi brevi, nessuna conseguenza - dice Roberto Corbella, presidente di Astoi, la "Confindustria" del turismo - e dopo un impatto emozionale ognuno di noi torna a scegliere in modo razionale». L' anno scorso gli italiani sbarcati nell' arcipelago iberico sono stati mezzo milione, ma le presenze si sono concentrate a Ibiza e a Formentera. La cifra è ritenuta quest' anno irripetibile. «Noi stiamo registrando un calo del 40 - 50% - lamenta Lina Naddeo, napoletana, da tre anni a Maiorca con il ristorante "L' italiano" - ma sono gli effetti della crisi. Adesso ci mancava anche il terrorismo...». In serata da Barcellona arriva anche la conferma che nessun italiano è rimasto coinvolto nell' esplosione: «Abbiamo attivato tutti i nostri canali - chiarisce Paolo De Martin, console italiano nella città catalana - e riferito al ministero. Le notizie a nostra disposizione dicono che l' attività turistica è già ripresa regolarmente». La Baleari provano a scacciare il fantasma della paura scegliendo il testimonial più prestigioso, re Juan Carlos. «La famiglia reale arriva a Maiorca tra pochi giorni - conferma il viceconsole italiano - e con loro la sicurezza sarà ancor più ferrea». Vero. Ma è anche vero che solo pochi anni fa l' Eta progettò di uccidere il sovrano proprio a Maiorca. Il piano fu sventato in extremis. Claudio Del Frate Frequentatrici