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Consumers' Magazine - Il nuovo codice è un'occasione mancata

Consumers' Magazine - Il nuovo codice è un'occasione mancata

27 Luglio 2011

"Il grave errore è stato quello di non coinvolgere, nel dibattito sul testo, gli attori del settore: le regioni, le associazioni di categoria e i consumatori". Ne è convinto Roberto Corbella, presidente dell'Associazione tour operator italiani.

Il nuovo Codice del turismo ha lasciato l'amaro in bocca non solo ai consumatori. Anche gli addetti ai lavori sostanzialmente non ne sono soddisfatti. "Si poteva fare decisamente meglio" sostiene il presidente dell'Associazione tour operator italiani, Roberto Corbella.

Ora cosa cambierà nel settore dei viaggi organizzati?

L unica particolarità che merita una segnalazione è la novità sugli acquisti on line. Una volta chi comprava  spacchettato sui siti Internet non aveva le tesse garanzie rispetto a chi acquistava un pacchetto organizzato. Ora si hanno le stesse tutele. Un fatto sicuramente positivo per tutti i cittadini.

Ci sono, invece, aspetti che vi lasciano perplessi?

Certo. Abbiamo identificato una serie di aree di criticità della nuova normativa. Ad esempio, si fa riferimento a standard qualitativi. Ma quali siano questi standard non è chiarito da nessuna parte e il rischio è di alimentare i contenziosi.

Avevamo sottolineato questo aspetto e, quindi, suggerito formule più chiare. C è poi la questione dell indicazione del vettore. I vettori di linea lavorano spesso in operazioni di poll, di grandi alleanze e quindi chi acquista un biglietto di una compagnia potrebbe facilmente ritrovarsi in una diversa compagnia dello stesso gruppo.

Ad esempio, si parte con un vettore e si torna con un altro. L indicazione richiesta rischia quindi di essere una promessa fuorviante e che non sarà sempre possibile rispettare. Anche questo poteva essere evitato. Ma la nostra critica maggiore va al famoso  fondo di garanzia rimasto quello che era, cioè assolutamente inadeguato e incapiente.

Avevamo proposto di inserire nel Codice del turismo un disegno di legge, ora in Parlamento, che avrebbe protetto tutti i viaggiatori indistintamente e soprattutto avrebbe coperto anche nei casi di possibile fallimento, di insolvenze di qualsiasi componente della filiera. Approvato a firma di una ventina di deputati tutti della maggioranza non si è capito perché non l abbiano inserito nel codice, visto che rappresentava una grande occasione. Purtroppo è rimasta una possibilità che per noi è risolutiva del problema: le polizze facoltative.

Dunque, queste polizze ci sono sempre state e ci sono tuttora, e il passeggero le può acquistare presso la maggior parte dei tour operator, ma queste coprono oltre le emergenze sanitarie, gli smarrimenti di bagagli, le cancellazioni in caso di emergenze o calamità, ma non rispetto alle situazioni di insolvenza o fallimento di uno o più componenti la filiera.

Siamo di fronte, quindi, a norme di cui sono più evidenti i limiti?

Il Codice ha soprattutto il limite di essere partito senza un dibattito chiaro con gli attori del settore: le regioni che hanno la delega per il turismo, le associazioni di categoria e di consumatori. È stato scritto da qualcuno che si è sentito molto "illuminato", è stato poi in qualche modo modificato, grazie anche alle nostre pressioni, ma solo in parte si è riusciti a correggerlo. Credo perciò che ci troviamo di fronte a una vera e propria occasione mancata. Sarebbe stato necessario fare più chiarezza, adeguarsi alle nuove tecnologie, alle nuove esigenze. Forse ci si poteva mettere un mese in più, ma farlo meglio. Ora temo che nella sua applicazione alcune realtà, come le regioni, non lo  subiranno così com è e questo porterà a ricorsi e a problematiche di diverso tipo.

Si sono da poco avviate le procedure di conciliazione paritetica tra gli associati Astoi e Consumatori: qual è il suo primo giudizio?

Sicuramente buono. Anche altre associazioni hanno chiesto di aderir