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Rassegna stampa Astoi
Consiglidiviaggio.it - La Sardegna non è 'isolata' dalla crisi dei trasporti

Consiglidiviaggio.it - La Sardegna non è 'isolata' dalla crisi dei trasporti

09 Luglio 2013


L'isola sconta una crisi strutturale che ha radici più profonde. Se ne è parlato a Porto Cervo nel corso della 20^ Assemblea Generale Astoi

Cinque milioni di euro in tre anni. A tanto ammonta la cifra che la Sardegna deve pagare alla crisi turistica che ha colpito l'isola e che sembra non trovare soluzioni. A dichiararlo è Luigi Crisponi, Assessore Regionale al Turismo, intervenuto al Convegno  La Sardegna  isolata dalla crisi dei trasporti: calo delle prenotazioni ed effetti sull'Economia Turistica locale e nazionale . Un Convegno che ha aperto i lavori della 20^ Assemblea Generale di Astoi/Confindustria tenutasi presso il Colonna Resort di Cala Granu a Porto Cervo.  A questo si deve aggiungere, continua Crisponi, la perdita di 1,3 milioni di presenze, il licenziamento di 8 mila lavoratori e la chiusura di un migliaio di attività . Sul banco degli imputati, per l'appunto, i trasporti, ma non solo. E' stato chiaro Alberto Scanu, Presidente di Confindustria Sardegna, quando ha affermato che il calo del turismo è iniziato 10 anni fa se è vero che con una perdita di 2,5 milioni di presenze siamo ritornati ai livelli del 2000.  Le cause vanno trovate altrove, ha dichiarato Scanu. Innanzitutto nella crisi economica che ha colpito il nostro Paese, ma anche e soprattutto nel non aver saputo diversificare l'offerta turistica. Ancora oggi l'unico prodotto che l'isola può offrire è quello balneare che non è più concorrenziale. Certo il problema dei trasporti è fondamentale soprattutto per un'isola, ma la Sardegna paga altre gravi mancanze. Basti solo pensare che è l'unica regione d'Europa a non avere ancora il metano. Così come sconta scelte non proprio oculate come si è rilevata la decisione di mettersi a fare l'armatore anziché trovare il dialogo con le compagnie di navigazione. Uno scontro che ha portato ad una sequela di ricorsi mentre un'altra stagione si sta consumando fra crisi e battaglie giudiziarie .

Un'analisi quella di Scanu condivisa da molti rappresentanti delle compagnie marittime presenti al Convegno che non hanno mancato di sottolineare come l'aumento delle tariffe si sia reso necessario per contenere i costi.  Nessuno dice, però, dichiara Ermanno Sereni, di Sardinia Ferries, che ad un incremento del biglietto, abbiamo cercato di rimodulare l'offerta con delle soluzioni che hanno trovato piena condivisione da parte dei tour operator. Non vorrei, ha detto ancora Sereni, che il problema traghetti sia diventato soltanto un alibi per non ammettere colpe già da tempo latenti . Il tema delle problematiche che esulano da quelle dei traghetti è ricorrente. Silvio Ciprietti di Grandi Navi Veloci non esita ad affermare che  occorre aprire una riflessione sulla competitività della destinazione nella sua globalità , mentre Roberto Patrizi di Moby S.p.A. ha dichiarato che occorre  costruire pacchetti appetibili e dar vita a tariffe dedicate . Per Francesca Marino, invece, del Gruppo Grimaldi, operativo sull'Isola soltanto dal 2009, il successo è stato immediato: in parte dovuto al mercato spagnolo ma prevalentemente perché ha saputo  diversificare e innovare . Insomma, dalla discussione e dagli interventi, sembra essere emersa tutta un'altra verità: la colpa non è delle compagnie di navigazione che hanno aumentato le tariffe fino al 65% incorrendo negli strali dell'Antitrust, ma di un sistema globale in piena evoluzione che gli operatori e le istituzioni non hanno compreso in tempo per porvi i dovuti rimedi. Ed è tanto vero che le colpe non sono da attribuire al sistema trasporti se si considera che prima prima della crisi le compagnie marittime trasportavano 7 milioni di turisti e quelle aeree 5 milioni; ora questi due dati si sono invertiti, ma nella loro globalità il numero dei passeggeri è rimasto invariato. E, allora, come si giustifica che gli alberghi siano quasi vuoti e migliaia di imprese abbiano cessato l'attività? E' evidente che la v