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Avvenire - Uniti per l'Egitto, i tour operator rilanciano la meta

Avvenire - Uniti per l'Egitto, i tour operator rilanciano la meta

11 Giugno 2014


Grande kermesse a Marsa Alam con 700 agenti di viaggio Dibattito con il ministro Zaazou

Nel 2010 ben 14,7 milioni di turisti hanno visitato l'Egitto, con entrate pari a 12,5 miliardi di dollari. Nel 2013 sono stati solo 9,5 milioni i visitatori, con entrate per 5,8 miliardi. In mezzo c'è anche il calo degli italiani, che nel 2013 sono stati il 30% in meno rispetto al 2012. Sono i numeri di un «disastro» che ha colpito il Paese del Faraone dall'inizio delle rivolte: l'instabilità politica e il rischio di attentati hanno piegato inevitabilmente il flusso dei viaggiatori.

Lo «sconsiglio» del ministero degli Affari esteri italiano deciso lo scorso 28 febbraio per la penisola del Sinai - comprese le gettonatissime località balneari di Sharm el-Sheik, Dahab, Nuweiba e Taba - ha fatto il resto, dando l'ennesimo colpo al turismo delle Piramidi e anche agli innumerevoli tour operator italiani impegnati nella nostra principale destinazione extra-europea. Ed ecco allora che, in un Paese che riparte dall'insediamento del nuovo presidente Abdel Fattah el Sisi, scatta una mobilitazione unica di tutto il mondo turistico per sensibilizzare i viaggiatori e gli amanti dell'Egitto. Da oggi a giovedì, all'Hotel Intercontinental di Port Ghalib sul mar Rosso, si terrà «United for Egypt», organizzato da Astoi Confindustria Viaggi, Ainet (Associazione dei network italiani), ministero ed ente del Turismo Egiziano, insieme ad Alpitour World, Eden Viaggi, Going, Settemari, Swan Tour, Turisanda e Veratour, in collaborazione con Blue Panorama, Neos, Meridiana ed Egyptair.

Una iniziativa senza precedenti che per la prima volta chiama a raccolta tutti gli attori della filiera turistica (parteciperanno oltre 700 agenti di viaggi provenienti da tutta l'Italia) a favore e in sostegno di una destinazione che prova a superare la fase di instabilità e offre al turista molte località al momento non sottoposte a «sconsiglio» da parte della Farnesina, come Marsa Alam. Al centro della «missione» un dibattito con la partecipazione del ministro del Turismo egiziano, Hisham Zaazou, l'ambasciatore italiano al Cairo, Maurizio Massari, e i rappresentati degli operatori. «Il turismo è malato, ma non è destinato a morire», ha dichiarato in una intervista al Wall Street Journal, il ministro Zaazou, rilanciando ambiziosi obiettivi: «Nel 2020 puntiamo a 25 milioni di visitatori ed entrate per 25 miliardi di dollari». Da domani una tappa del rilancio. Che parla italiano. - di Giuseppe Matarazzo

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