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Avvenire Ed.Nazionale - Italiana rapita in Algeria «Portava aiuti ai poveri»

Avvenire Ed.Nazionale - Italiana rapita in Algeria «Portava aiuti ai poveri»

07 Febbraio 2011

IN MANO AD AL QAIDA

A San Casciano Val di Pesa i familiari attendono in silenzio notizie di Maria Sandra Mariani, 53 anni, la donna di cui da giorni si sono perse le tracce Sarebbe nelle mani di un gruppo di fondamentalisti

Ore di angoscia per la sorte della turista italiana rapita in Algeria.A San Casciano Val di Pesa i familiari e i parenti di Maria Sandra Mariani, la donna fiorentina di 53 anni scomparsa, vivono nel silenzio l'attesa di riscontri sulla loro congiunta e si tengono in contatto costante con l'unità di crisi della Farnesina. Hanno scelto la strada del riserbo assoluto, ricevendo poche visite, limitando i rapporti con l'esterno e facendo trapelare rare informazioni sulla donna. L'amore per il Sahara e le sue genti sembrano le ragioni che da anni portavano la Mariani a trascorrere lunghi soggiorni in Algeria. Ora è in mano a un gruppo legato ad Al Qaida e non se ne hanno notizie da giorni. «Speriamo che non le facciano del male», è una delle poche frasi filtrate dagli anziani genitori della rapita, Lido e Fiammetta. Mentre gli zii Marcello e Nara hanno voluto ricordare che «Maria Sandra portava vestiti e altri oggetti per aiutare i poveri del deserto. Lei diceva di fare del volontariato laggiù, non solo la turista. Aveva il mal d'Africa, la sconsigliavamo di andare in quei posti pericolosi ma non ascoltava e organizzava questi viaggi presso i suoi amici algerini». Maria Sandra usava le ferie per andare in Algeria.

«Ha sempre amato il deserto. Ora preghiamo perché la liberino al più presto.», raccontano nell'agriturismo di San Pancrazio (Firenze) dove la rapita è dipendente e si occupa dei rapporti coi turisti, e da dove manca per ferie dal 18 gennaio scorso. «Le sue vacanze - dicono - le trascorre lì da qualche anno; ci va quando per noi è bassa stagione e siamo chiusi. E nel deserto ha trovato anche un affetto». La sua amicizia con un gruppo di persone della regione di Djanet emerge anche dalla cerchia di parenti e conoscenti. Di recente amici algerini sarebbero stati suoi ospiti a San Casciano. Ad attendere notizie c'è anche Alessio Midollini, 35 anni, figlio della rapita, che è uscito all'esterno solo per dire di non volere intorno a casa telecamere e giornalisti. Anche altri parenti hanno ingaggiato discussioni con i media arrivati sul posto, ottenendo di far allontanare cronisti e telecamere tv dai pressi delle loro abitazioni, un borgo di case in aperta campagna al centro di una tenuta di proprietà. Per tutta la giornata c'è stata molta tensione, alimentata soprattutto dall'assenza di informazioni sulla sorte della donna. Ieri nel borgo dei Mariani sono arrivati anche il marito, da cui è separata, Carlo Midollini, e i suoceri. «Abbiamo parlato più volte con i familiari: ci hanno detto che vogliono il riserbo assoluto su questa vicenda che li sta colpendo - ha detto il sindaco di San Casciano, Massimiliano Pescini -. Come comunità siamo vicini alla famiglia e rispettiamo la volontà». Il parroco, don Massimiliano Gori, ha invitato i «fedeli a pregare affinché il Signore illumini le menti dei rapitori».

LA POLEMICA PARTE «VACANZE SICURE» PROPOSTA DELLA BRAMBILLA FA INFURIARE I TOUR OPERATOR

Polemica aperta tra l'Astoi, l'Associazione dei tour operator della Confindustria e il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Oggetto della disputa la sua idea di lanciare il progetto "Vacanze sicure", un servizio di informazioni nato con lo scopo di fornire chiarimenti per prevenire emergenze di tipo geopolitico, com'è capitato recentemente in Egitto o in Tunisia. Immediata la risposta del presidente dell'Astoi Roberto Corbella, secondo il quale quest'attività viene svolta «egregiamente dal Ministero degli esteri». Polemiche anche per la scelta della Brambilla di inserire il Marocco tra i Paesi a rischio. «