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Asca - Egitto: ministro Turismo, disordini finiti e via a nuova era

Asca - Egitto: ministro Turismo, disordini finiti e via a nuova era

11 Giugno 2014

''I media internazionali hanno raccontato una storia non del tutto vera, adesso siamo in una nuova era, che punta a stabilita', sicurezza e welfare. I disordini poi sono finiti, ci saranno probabilmente manifestazioni ma non piu' violenze''. Lo ha affermato il dimissionario ministro del turismo egiziano Hisham Zaazou, che ha rimesso il mandato nelle mani del neopresidente Al-Sisi come tutto il governo attualmente in carica, a margine del suo intervento alla convention ''United for Egypt'' degli operatori turistici italiani in corso a Marsa Alam.

''Gli ultimi due anni - ha aggiunto - sono stati difficili. Pero' mai e' stato messo in gioco il ruolo fondamentale del turismo e degli ospiti stranieri. Tutto cio' che e' successo e' stata una questione interna, tra egiziani''. La ''nuova era'' di Al-Sisi deve comunque fare i conti con i richiami delle organizzazioni umanitarie, sul rispetto dei diritti civili come condizione per proseguire nel processo di transizione democratica, e la ''questione interna'' e' tema ancora caldo. Per Zaazou ''tutte le espressioni vanno rispettate, a patto che non si realizzino attraverso la violenza''. Il ministro si e' detto comunque convinto che il cammino per il rispetto dei diritti di tutte le persone e per la democrazia ''sia stato definitivamente intrapreso''.

Tornando al turismo, Zaazou ha ribadito il ruolo essenziale di ''apripista'' svolto dall'Italia nell'affermazione dell'Egitto come destinazione internazionale di primissimo piano, con un 73% di visitatori europei e che, tra gli italiani che nel 2010 erano oltre il milione (adesso scesi a 500 mila), e' meta visitata in maggioranza almeno gia' due volte. ''Il turismo in Egitto lo hanno inventato gli italiani - ha concluso - che hanno scoperto Sharm e poi tutto il Mar Rosso, cosi' come il Mediterraneo egiziano. Adesso gli operatori italiani guardano ad altre potenziali destinazioni, e noi li sosteniamo perche' dove arrivano i turisti italiani poi arrivano tutti gli altri''.