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Rassegna stampa Astoi
Brescia oggi - Niente «ponti lunghi» Nel 2010 si lavora di più

Brescia oggi - Niente «ponti lunghi» Nel 2010 si lavora di più

20 Novembre 2009

CALENDARIO. Molte festività cadono di sabato o di domenica
Il sociologo: «Negativo per il pil, si consumerà meno» Tour operator tranquilli: «Più vacanza d'estate»

Brutte notizie per gli amanti dei ponti lunghi, le «fughe» di 3-4 giorni che consentono di «staccare» dal lavoro: il 2010 non butta bene, molte delle festività cadranno il sabato o la domenica. Gli italiani, quindi, lavoreranno e produrranno di più, ma si sposteranno meno e forse consumeranno meno.
Scorrendo il calendario, si ha il 25 aprile di domenica, il Primo maggio di sabato, Ferragosto di nuovo di domenica. Anche per il giorno di Natale e quello di Santo Stefano niente valigia per i week-end lunghi: il primo è un sabato, il secondo una domenica. Non resta che rifarsi con le feste dell'1 e 2 novembre, i Santi e i Morti (un lunedì e un martedì), dell'8 dicembre, l'Immacolata (un mercoledì), e del 2 giugno, festa della Repubblica (sempre un mercoledì).
«Che scarogna!», commenta il sociologo del lavoro Domenico De Masi, fautore dell'«ozio creativo», tanto da essere diventato il titolo di un suo libro. Nessun vantaggio, secondo De Masi, neanche per il pil: «Il nostro è un deficit di consumi, non di produzione. Il vero problema è avere più tempo libero, mentre cinque giorni in più al lavoro rappresentano meno consumi, meno vacanze, meno sport».
Ma da un punto di vista statistico, il fatto che si lavori di più può avere effetti positivi sulla crescita della ricchezza del Paese. Prendiamo dicembre: per il mancato ponte la produzione sarà maggiore nel mese, rileva l'economista Carlo Dell'Aringa, ma considerando l'intero anno, se le aziende non riescono ad esaurire le scorte e le accumulano, ridurranno poi la produzione e il lavoro. Chi comanda è la domanda, quindi il vantaggio può avere un respiro di breve periodo».
La penuria di «ponti» lunghi non spaventa gli addetti ai lavori del turismo italiano. Questa situazione, argomentano, non frenerà le prospettive del settore, il quale anzi potrebbe vedere una piccola ma significativa ripresa nel primo semestre dell'anno. Una marcata indifferenza alla riduzione di ponti lunghi la esprime Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, l'Associazione dei tour operator di Confindustria. «Il fattore ponti», spiega, «non sarà determinante sull'andamento del turismo italiano, anche se non mi nascondo che i buoni fatturati delle recenti festività natalizie siano stati aiutati dal calendario. E ritengo anche possibile un impatto negativo sui voli a a breve e medio raggio». Per il presidente della Fiavet-Confcommercio Giuseppe Cassarà, «la mancanza di ponti lunghi spinge i turisti a programmare ex-novo una vacanza».
Gli psicologi avvertono comunque che le vacanze brevi non sono desiderate da tutti: c'è infatti chi si carica di stress, con conseguenze come la cefalea da weekend.