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ANSAmed - Egitto: turismo cerca stabilità, tutti per Sisi a Marsa Alam

ANSAmed - Egitto: turismo cerca stabilità, tutti per Sisi a Marsa Alam

12 Giugno 2014


Sul Mar Rosso convention italo-egiziana 'United for Egypt'

Il neo-presidente Sisi è la soluzione. E' l'opinione che si raccoglie tra i bottegai di Marsa Alam, la località sul Mar Rosso dove oggi si svolge la convention "United for Egypt", evento italo-egiziano per promuovere il turismo in Egitto organizzato da Astoi Confindustria Viaggi, AINeT (Associazione dei Network Italiani), Ministero ed Ente del Turismo Egiziani, insieme a vari tour operator e quattro compagnie aeree.

Un'inedita unione di forze per rilanciare una località che non è incorsa negli 'sconsigli' della Farnesina, e dove tutti - dal personale degli alberghi alla rete dell'indotto - parlano italiano. Lo fanno anche i titolari dei negozi del piccolo quartiere commerciale a margine delle eleganti strutture alberghiere - vere proprie oasi nel deserto, queste ultime, sorte sulla costa a poche centinaia di metri dalla barriere corallina. E ribadiscono, con diverse sfumature, che dopo tre anni di instabilità politica e la breve parabola del governo Morsi, destituito dall'allora ministro della difesa Abdel Fatah al Sisi che lo ha appena sostituito nel ruolo di presidente eletto, è appunto all'ex generale che affidano la loro fiducia.

Fiducia nei poteri taumaturgici del nuovo uomo forte d'Egitto, se è vero - come sostiene un venditore di souvenir - che proprio in coincidenza delle ultime presidenziali "gli italiani hanno ricominciato a venire a Marsa Alam". La sua fiducia non stupisce, visto che a parlare è un esponente di quella comunità copta che da subito si è schierata con Sisi quando questi ha fatto finire in carcere il suo predecessore, il 3 luglio scorso. Tre anni di rivolte e democrazia, culminate con i Fratelli Musulmani al potere, si sono alla fine rivelate un incubo per un altro negoziante di oggetti locali.

E anche il suo vicino di bottega, venditore di spezie e musulmano devoto, non ha dubbi sulle previsione che ora ci vorranno solo pochi mesi, al nuovo presidente, per rimettere in sesto l'economia. "L'Egitto ha bisogno di un uomo forte", dice convinto riferendosi al nuovo presidente proveniente dai ranghi dell'esercito, il grande custode della nazione per tanta parte dell'opinione pubblica egiziana. Il commerciante indossa una galabeya (tunica tradizionale) grigia e viene da Assuan, sta per tornare a casa per il Ramadan e si mostra ottimista sul futuro.

E una scommessa sulla ripresa del turismo la giocano anche i tour operator ed i vettori aerei che oggi si raccolgono a Port Ghalib per riportare l'attenzione su una meta tradizionale per gli italiani, e che appunto è esente dai rischi segnalati dalla Farnesina nelle località vicine alla penisola del Sinai, come Sharm el-Sheik, Dahab, Nuweiba e Taba. Con gli operatori italiani, oggi, anche il ministro del turismo egiziano Hisham Zaazou e l'ambasciatore italiano al Cairo Maurizio Massari, protagonisti stasera di un dibattito moderato dal giornalista Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri.

Al centro del dibattito, come invertire la rotta in discesa degli ultimi anni: gli arrivi, ha dichiarato di recente lo stesso ministro Zaazou, sono infatti passati dai 14,7 milioni di turisti con entrate pari a 12,5 miliardi di dollari del 2010, ai 9,5 milioni di visitatori con entrate pari a 5,8 miliardi di dollari registrati nel 2013.