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ANSAmed - Egitto: ministro turismo, è ora di togliere warning sul Sinai

ANSAmed - Egitto: ministro turismo, è ora di togliere warning sul Sinai

11 Giugno 2014

Sostenendo nostro settore avrete meno arrivi a Lampedusa

"C'e' una sola parola che conosco in italiano: 'sconsiglio'. Ma ora l'Egitto è sicuro, ed è tempo che i Paesi europei quel 'warning' lo rimuovano, perchè al turismo si riaprano tutte le porte del Paese". A parlare è il ministro del Turismo egiziano Hisham Zaazou, di fronte a centinai di operatori turistici italiani riuniti a Marsa Alam per la convention 'United for Egypt', per un rilancio del turismo italiano in Egitto. Accanto a lui al tavolo dei relatori anche l'ambasciatore al Cairo Maurizio Massari. Il 26 febbraio, ricorda con una nota polemica Zaazou a proposito di quanto accadde dopo un attentato contro un gruppo di turisti a Taba, vi fu un nuovo 'warning' limitato alla zona del Sinai "partito per primo dai tedeschi, poi seguiti dagli altri. Per cosa? Perchè vi erano informazioni di intelligence su un possibile attacco imminente. Dove sta, questo attacco?".

"Non vedo ragioni perchè questo warning non sia tolto", aggiuge Zaazou, in realtà ministro uscente visto che è in corso di formazione il nuovo governo. "Noi - insiste - abbiamo fatto ciò che dovevamo fare per la sicurezza dei nostri ospiti, come immagino abbiano fatto anche i Paesi europei per i propri". E 'il rischio zero', rimarca, non esiste da nessuno parte. Ma non si ferma qui, Zaazou, e parla anche di immigrazione. L'Egitto è "l'entrata posteriore" dell'Europa, rileva, e "se voi aiutate la nostra industria turistica potrete risolvere anche i vostri problemi" e "non vi saranno altri arrivi a Lampedusa". Perchè "riaprire tutte le porte" del turismo in Egitto significa "ridurre la disoccupazione nel settore". Un settore che, sottolinea, rappresenta oltre l'11% del Pil e fa lavorare quattro milioni di egiziani, dando da vivere ad altri 13 milioni.

Alle dichiarazioni di Zaazou ha risposto indirettamente l'ambasciatore italiano al Cairo, Maurizio Massari. "Le istituzioni non si muovono a caso: se dopo l'attentato a Taba è stato reintrodotto lo sconsiglio solo sul Sinai, e non su altre aree come Marsa Alam, Hourghada e la costa mediterranea, è perché vi erano motivi di incolumità. Comprendiamo le ragioni degli operatori, ma chiediamo anche il rispetto delle istituzioni". Tuttavia, ha precisato, i warning non sono "cristallizzati" e quando ve ne saranno le condizioni "verranno aggiornati". Tanto che una futura rimozione su Sharm è una prospettiva "realistica".  A giocarvi un ruolo potrebbero essere le missioni tecniche per verificare le misure di sicurezza prese dalle autorità inviate da Russia e Germania. E anche l'Italia, aggiunge l'ambasciatore, sta considerando l'invio di una propria delegazione tecnica. Ma tutto questo non pregiudica "il profondo sentimento di amicizia e cooperazione" che anima l'azione italiana a sostegno del turismo egiziano", ha detto ancora Massari.