Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
Ansa Viaggi sito web - Turismo: Battifora, lascio Astoi più forte e con il Fondo

Ansa Viaggi sito web - Turismo: Battifora, lascio Astoi più forte e con il Fondo

08 Giugno 2016

Tempo di bilanci per Luca Battifora, il presidente dell' Astoi Confindustria (che associa oltre il 90% dei tour operator italiani) che domani lascia il timone dell'associazione a Nardo Filippetti tornando a tempo pieno alla guida di Hotelplan, e fa il punto in un'intervista con l'ANSA di questi due intensi anni. "Di sfide, o meglio preferisco dire di obiettivi - dice - ne abbiamo raggiunti diversi: penso allo 'spesometro' piuttosto che al lavoro estenuante fatto in Commissione europea durante la stesura della nuova normativa che andrà in vigore nel 2018 per arrivare al Fondo di Garanzia.

Proprio domani all'università Bocconi di Milano illustreremo lo strumento con il quale Astoi garantirà ai propri associati e ai consumatori pieno recepimento della norma che andrà in vigore il 1 luglio. Sarà uno strumento prevalentemente finanziario (Fondo), di natura totalmente privata perché alimentato e gestito dai tour operator soci, con una componente anche assicurativa per la gestione delle emergenze, a esclusivo beneficio delle imprese associate".

Battifora ricorda anche il "gran lavoro quotidiano" fatto sul fronte della sicurezza con il ministero degli Affari Esteri e l'Unità di crisi della Farnesina a cui rivolge ringraziamenti per la "capacità di ascolto e collaborazione", i molti tavoli di confronto organizzati al Mibact e le decine di attività svolte da staff, soci e consulenti Astoi.

"Per esigenze di sintesi - spiega - dico che il risultato si esplicita nel lasciare un' Astoi più forte, con più associati, in una posizione consolidata di primaria interlocutrice verso i media nazionali e verso tutte le istituzioni italiane ed estere". Inevitabile il focus sullo scottante nodo delle tensioni internazionali e sugli attacchi terroristici, che ormai sono all'ordine del giorno e destabilizzano il turismo.

"I viaggiatori - dice - hanno già cambiato approccio, le persone sono consapevoli che viviamo in un mondo 'meno sicuro'. Noi addetti ai lavori possiamo solo continuare a operare sul mercato in costante contatto e confronto con l'Unità di crisi della Farnesina che è l'unico soggetto preposto a monitorare eventuali indici di pericolo nel mondo per i nostri connazionali, offrendo al consumatore massima ampiezza di informazione e tutela".

Parlando di mete che in questo momento sono in difficoltà, come l'Egitto o la Turchia, Battifora sottolinea anche che non ci sono destinazioni "perse", semmai ci sono interpretazioni emotive diverse e quindi reazioni differenti. "Un esempio? Il Mar Rosso in drammatica crisi da oltre un anno - spiega - nonostante non ci siano stati episodi oggettivi di pericolo per l'incolumità di nostri turisti, si contrappone ai flussi di domanda su Parigi e altre grandi capitali europee che hanno recuperato progressivamente i normali trend.

Le persone vivono il concetto di sicurezza in forma più emotiva che soggettiva, le sensibilità sono diverse tra una località africana e una europea o comunque di cultura occidentale. Questa non è una critica, è una constatazione, come accade con chi ha paura di volare (pur sapendo che statisticamente l'aereo risulta essere il mezzo di trasporto più sicuro rispetto alla quantità di passeggeri trasportata)".

Battifora parla anche dell'Enit ("Sono fiducioso in questo nuovo board. Da quanto leggo c'è volontà di cambiamento e spero che le parole siano seguite dai fatti") e chiude dando qualche spunto per il cammino futuro: "Abbiamo imprenditori e manager di assoluta eccellenza, potenzialità per non essere secondi a nessuno, ciò che spesso ci manca è la capacità di 'fare sistema' con strategie di ampio respiro nell'interesse comune. Siamo un settore ancora troppo parcellizzato, molto focalizzato sulle singole imprese ma senza comuni denominatori nella visione del mercato: ovunque nel mondo incontro connazionali ai vertici di grandi aziende, l'Italia per definizione è amata e ricercata da tutti i mercati, se riuscissimo a coniugare le grandi capacità dei nostri imprenditori a politiche di sistema più organizzate ed efficienti, avremmo margini di crescita e sviluppo straordinari".