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Ansa - Ebola: turisti italiani non si fermano ma c'è timore

Ansa - Ebola: turisti italiani non si fermano ma c'è timore

18 Ottobre 2014


Kenya-Sudafrica, c'è più rischio in Europa e Usa che da noi

Ebola al momento ancora non fa crollare né ferma il turismo italiano verso l'Africa, anche se fa salire il livello di attenzione. Nessuna delle destinazioni battute dal turismo organizzato tocca Liberia, Sierra Leone e Guinea (e molti dei Paesi circostanti) ma comunque c'è chi chiede informazioni sanitarie, chi vuole essere rassicurato anche solo per fare uno scalo a Parigi o negli Emirati Arabi e chi posticipa la partenza o cambia destinazione di viaggio. E' la situazione variegata ma di sostanziale tenuta che emerge dai tour operator italiani.

"Noi con Ebola non c'entriamo nulla. Geograficamente, Liberia, Sierra Leone e Guinea - ribadiscono con forza dall'Ente del turismo del Kenya - sono più vicini a Madrid, Parigi e Londra di quanto lo siano al Kenya. I voli con i Paesi colpiti sono sospesi e per viaggiare dalle aeree infette al Kenya bisognerebbe guidare per due settimane. Nonostante questo in tutti i confini tutti i passeggeri sono sottoposti al controllo della temperatura. Misure diffuse in Africa, ma non ancora in Europa nonostante la paura che nel continente si sta diffondendo". Gli fanno eco dal Sudafrica. "Non ci sono casi di Ebola in Sudafrica - spiega il console generale del Sudafrica a Milano Saul Kgomotso Molobi - e il nostro sistema sanitario è comunque è pronto ad affrontare l'emergenza nel caso dovesse presentarsi. I nostri aeroporti hanno tutta l'attrezzatura".

"Il problema è serio - spiega Luca Battifora, presidente di Astoi Confindustria - ma con altrettanta certezza dico che è enfatizzato dai media. Non ci sono rischi di nessun tipo per le mete del turismo organizzato. C'e' un ingigantimento di un problema che riguarda pochi Paesi in un continente che ne conta più di 50. Anche se la situazione è tranquilla dobbiamo registrare un "warning" nella percezione e questo fa sì che ci sia un rallentamento in alcune destinazioni dell'Est Africa. Ma con questa logica non dovremmo più partire neanche anche per gli Usa, la Germania, la Spagna e dove ci sono stati dei casi. Per quanto riguarda l'Egitto e il Sudafrica, poi, continuiamo a registrare forti crescite nelle prenotazioni".

"Il fatto vero - spiega Vittorio Kulczycki, presidente di Viaggi e Avventure nel Mondo - è che l'utente medio non conosce la geografia e pensa che l'Africa sia un unicum, non si rende conto delle distanze enormi che separano una nazione dall'altra. Inoltre attorno ai Paesi colpiti dal virus c'è una specie di "fascia di sicurezza" fatta da paesi che per motivi di instabilità più che altro politica non venivano comunque toccati dal turismo o solo da quello d'elite. Quest'anno non credo riusciremo a fare viaggi in Senegal, in Togo e abbiamo appena cancellato il viaggio in Sudan ma abbiamo tanti altri luoghi dove si può andare senza problemi come Tanzania, Sudafrica, Namibia che hanno anche condizioni igieniche molto avanzate. Il problemi del Kenya, poi, non hanno a che fare con l'Ebola quanto piuttosto con il terrorismo".

"I turisti italiani - dice Gianni Rebecchi presidente di Assoviaggi Confesercenti - possono stare tranquilli perché la situazione è assolutamente sotto controllo e siamo in stretto contatto sia con la Farnesina che con il ministero della Salute. Certo il livello di attenzione dei passeggeri è molto salito e assistiamo a posticipi del viaggio, a cambi di destinazione e soprattutto a una forte richiesta di informazioni. Ma è più frutto di un preconcetto, Egitto o Italia ora sono uguali a livello di rischio Ebola". "Per il momento non abbiamo nessun dato - spiega Fortunato Giovannoni presidente di Fiavet Confcommercio - e il mondo dei viaggi è tranquillo. Non vogliamo essere né allarmisti, né buonisti. Nelle nazioni dove ci sono i focolai non c'è nessun operatore turistico italiano. Al momento non ci sono disdette né verso il Kenya e Zanzibar, né vers