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Alto Adige - I turisti sono in fuga, migliaia di partenze prenotazioni disdette

Alto Adige - I turisti sono in fuga, migliaia di partenze prenotazioni disdette

28 Giugno 2015

Voli speciali per riportare in patria britannici e belgi. Molte agenzie cancellano i viaggi per le prossime settimane di Aprile. La decisione del governo tunisino di "blindare" resort, alberghi e luoghi turistici con la presenza dell'esercito non servirà. Perché nelle ore successive all'attentato di Sousse in cui sono morte 38 persone e altre 36 sono rimaste ferite, il Paese ha iniziato letteralmente a svuotarsi di turisti. Una fuga, quella dalla Tunisia che riguarda chi era già presente e anche quanti sarebbero andati lì in vacanza nei mesi estivi: E che molto probabilmente non partiranno più. Già ieri, più di 2.500 turisti britannici e 600 belgi che alloggiavano presso la località di El Kantaoui hanno lasciato il paese, tra la mezzanotte e le 5 del mattino, a bordo di 10 aerei diretti nel Regno Unito e altri 4 voli per il Belgio, decollati dall'aeroporto Enfidha-Hammamet. 

Secondo l'Abta, la principale associazione turistica inglese, i britannici presenti in Tunisia in questi giorni sarebbero circa 20mila. Il tour operator inglese Thomson Holidays ha cancellato tutti i viaggi in programma la prossima settimana in Tunisia. 

Anche i più importanti tour operator dei Paesi scandinavi hanno annunciato la cancellazione di tutti i viaggi in Tunisia per il resto della stagione. Il ministro degli Esteri della Slovacchia ha inviato un aereo per evacuare 150 dei 600 slovacchi in vacanza nel Paese nordafricano. Stanno lasciando la Tunisia anche molti turisti stranieri che non si trovavano a Sousse. E dopo la strage al Museo del Bardo del 18 marzo 2015, questo nuovo attacco rischia di mettere in ginocchio il turismo tunisino. Un'industria che nel 2014 ha visto arrivare nel Paese 6,1 milioni di persone, che contribuisce per il 7 per cento al Pil e dà lavoro a 473mila persone, pari al 13,8 per cento del totale dei lavoratori. 

Secondo l'Associazione di Categoria dei Tour Operator (Astoi), quello che è accaduto «avrà sicuramente ripercussioni sul fronte turistico». Luca Battifora, presidente Astoi, ha confermato che si aspettano «disdette di chi aveva intenzione di partire, presumibilmente entro lunedì, quando sono previsti i voli, anche se ancora è presto per fare un bilancio». Però Battifora ha aggiunto anche che «continueremo come Astoi a sostenere la Tunisia come meta turistica così come altri paesi dell'area. Non vogliamo cedere al ricatto vergognoso del terrorismo». Intanto, mentre ogni Paese aspetta di sapere l'identità delle vittime (bilancio che per ora comprende quindici britannici, cinque tunisini, cinque tedeschi, tre francesi e un belga, una irlandese, ma anche - secondo fonti ospedaliere locali - cittadini polacchi e cechi), l'Unità di crisi della Farnesina sta verificando l'eventuale presenza di italiani, che finora però non sembrano essere coinvolti nella strage. Inoltre, sul sito del ministero degli Esteri è stata ridisegnata la mappa dei Paesi ritenuti a rischio: sconsigliati viaggi in Kenya, al Cairo e in particolare in tutta l'area del Maghreb e nelle zone della Tunisia che confinano con Libia e Algeria. 

Per il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, «nessun paese è fuori pericolo». E proprio perché il rischio zero non esiste, «le nostre forze di intelligence lavorano 24 ore su 24». E riferendosi agli attentati di ieri in Tunisia, Francia e Kuwait, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante degli incontro internazionali avvenuti a Milano, nei padiglioni di Expo, ha detto che «non si può uccidere in nome di Dio, si può vivere in nome di Dio, ma non si può uccidere in nome di Dio. Viviamo un tempo nel quale si è sparso il terrore nel pianeta. Non accetteremo mai di vivere nel terrore». Il premier ha lanciato poi un appello all'unione sottolineando la necessità di «uno sforzo comune, geopolitico, per difendere la pace, per difendere i valori della tolleranza contro l'estremismo religioso e il fanatismo. Di A.D'A