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Alitalia, il 26 gli asset alla newco

Alitalia, il 26 gli asset alla newco

20 Novembre 2014

La lista degli asset da trasferire è lunga e le operazioni andranno concluse a stretto giro. Nella titolarità della newco passeranno le licenze per le attività di volo, i contratti con i fornitori, il personale, la flotta, le partecipazioni nelle controllate (tranne Air One) compresa Alitalia Loyalty, la società nella quale è confluito il programma MilleMiglia e che passerà per il 75% sotto il controllo di Etihad. Nei giorni successivi verrà convocata anche la prima assemblea della newco per approvare le nomine dei vertici designati: l'ad in pectore Silvano Cassano, che poi riceverà le deleghe di capo-azienda, il presidente Luca Cordero di Montezemolo, il vicepresidente James Hogan (il ceo di Etihad). Decollerà così la New Alitalia, come la newco è chiamata nelle carte dell'Antitrust di Bruxelles che venerdì scorso ha dato disco verde all'operazione, subordinandola «all'impegno assunto da Alitalia Cai ed Etihad di liberare alcuni slot a favore di nuovi operatori presso gli aeroporti di Roma Fiumicino e di Belgrado».

Al momento, infatti, Alitalia Cai e Air Serbia (controllata in parte da Etihad) sono gli unici due vettori a offrire voli diretti sulla rotta Roma-Belgrado. Si procederà, perciò, con la cessione di alcune coppie di slot. La Commissione, infatti, temeva che il monopolio generato dall'operazione sulla rotta Roma-Belgrado avrebbe potuto comportare un aumento dei prezzi e una minore qualità del servizio per i passeggeri. «Gli impegni proposti», osserva Bruxelles, «rispondono a tali preoccupazioni». New Alitalia rileverà le attività aeronautiche di Alitalia Cai garantendone la continuità operativa, mentre Etihad acquisirà il controllo esclusivo di Alitalia Loyalty. Vista da Bruxelles, l'intera operazione «non solleva gravi preoccupazioni in materia di concorrenza», ad eccezione appunto della rotta Roma-Belgrado, Oltre alla cessione di alcuni slot, sia Alitalia che Etihad si sono impegnate anche a fornire ulteriori incentivi, tra cui la possibilità per i nuovi operatori di acquisire diritti pregressi (i cosiddetti grandfather rights) dopo un determinato periodo. Per facilitare l'ingresso di nuovi operatori, le parti si sono inoltre impegnate a offrire un accordo speciale pro rata, un accordo di combinabilità delle tariffe, un accordo di interlinea nonché l'accesso al loro programma frequent flyer».

Intanto nelle casse della vecchia Alitalia è appena entrato l'anticipo di liquidità previsto con l'aumento di capitale fino a 300 milioni approvato dagli azionisti Cai l'estate scorsa. Si tratta di 80 milioni garantiti sotto forma di prestito ponte da un ristretto gruppo di soci, tra i quali Unicredit, Intesa Sanpaolo, Immsi, Pirelli e Poste Italiane. Al momento, dalle carte Alitalia, il capitale sociale risulta di circa 341 milioni, suddiviso in oltre 9 miliardi di azioni dal valore nominale inespresso. Non tutti gli azionisti, invece, parteciperanno al nuovo aumento di capitale per la dotazione patrimoniale della New Alitalia, funzionale all'ingresso degli emiratini con il 49%. Air France-Klm, per esempio, ha fatto sapere che anche stavolta non sarà della partita e lascerà diluire la sua partecipazione, che è già scesa dal 25% iniziale a circa il 7%. «Lasceremo che la nostra quota in Alitalia si diluisca ma speriamo di mantenere la partnership, che funziona molto bene», ha detto ieri il numero uno di Air France-Klm, Alexandre de Juniac, nel corso di un meeting allo European American Press Club. Una volta conclusa l'operazione con Etihad, perciò, la quota di Air France-Klm supererà di poco lo zero e sarà comunque inferiore all'1% della newco. Nel frattempo un altro passaggio intermedio coinvolgerà le banche, chiamate alla conversione del debito Alitalia attraverso emissione di nuove azioni, sottoscritte attraverso «il credito pecuniario liquido derivante dai finanziamenti a lungo termine».

Sulla carta, e solo sulla carta, è un altro aumento di capitale aperto a tutti i soci, quantificato in un massimo di 695 milioni. Si tratta dei debiti che non potranno essere accollati alla newco, come ha preteso Etihad, e complessivamente ammontano a 598 milioni. Di questi, 225,2 milioni sono relativi a «operazioni di anticipi di corrispettivi derivanti da biglietti venduti e anticipi di corrispettivi di future vendite effettuate con Mps Leasing & Factoring-Banca per i servizi finanziari alle imprese, Unicredit Factoring, Factorit e Banca Monte dei Paschi di Siena». Altri 372,8 milioni, invece, sono relativi a linee di credito di vario tipo, concesse da Intesa Sanpaolo (anche in pool con Banca della Campania e Bper), Mps, Popolare di Sondrio e Unicredit. Sui finanziamenti a lungo termine si regge l'aumento di capitale. A questi crediti pecuniari le banche potranno attingere «per il pagamento del prezzo di sottoscrizione delle azioni 1, 3 e 4, mediante compensazione volontaria». - Fonte: MF (di Angela Zoppo)