Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
News Turismo
Ali-Etihad, arriva il sì della Ue

Ali-Etihad, arriva il sì della Ue

06 Novembre 2014

Alla nuova Alitalia passeranno i beni strumentali, compresa la flotta, il personale (circa 11 mila dipendenti), la titolarità delle attività di volo e le partecipazioni nelle sussidiarie Cai First, Cai Second, Alitalia Cityliner e Alitalia Loyalty. Quest'ultima sarà controllata per il 75% dalla compagnia emiratina, che verserà 112,5 milioni di euro. La tabella di marcia fissata dall'azienda lascia intendere che non ci si aspettano sorprese da Bruxelles, dov'è tuttora in corso l'esame delle carte inviate dal governo a garanzia delle regolarità dell'intesa con Abu Dhabi, dal punto di vista dell'Antitrust e soprattutto del controllo azionario, che impone ai vettori aerei extra-Ue un tetto del 49%. Il verdetto della Commissione Europea era atteso per il 3 novembre, ma poi si è deciso di allungare i tempi fino al 17 del mese, fra due lunedì. Fonti vicine al dossier però non escludono che la risposta possa arrivare anche prima.

Di certo c'è ancora tensione tra le compagnie concorrenti di Alitalia che più si sono spese per bloccare il matrimonio italo-emiratino, come British Airways e Lufthansa. Il ceo della compagnia tedesca Carsten Spohr sarà a Roma venerdì e incontrerà il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi in occasione della conferenza dei ministri Ue dei Trasporti sul «Cielo unico europeo». Intanto però Alitalia va avanti con le operazioni di avvicinamento a Etihad. L'azienda ha fornito altri dettagli alle organizzazioni sindacali, con le quali si aprirà una nuova fase di confronto dopo la fase dei tagli. Confermato anche che AirOne resterà fuori dal passaggio di consegne tra vecchia e nuova compagnia.

Altri passaggi obbligati attendono i vecchi azionisti. Prima che gli emiri versino i loro 387,5 milioni per la newco Alitalia-Sai, gli attuali soci sono chiamati a una doppia ricapitalizzazione per circa 1 miliardo. La prima è quella fino a 250 milioni di euro (al netto dell'intervento di Poste, che confluirà in una mid-company) per scongiurare la riduzione del capitale per perdite, garantire un adeguato livello di liquidità fino al closing e coprire contenziosi e pendenze legali. La seconda invece è a carico delle banche azioniste ed è suddivisa in tre tranche per la conversione del debito Alitalia fino a 695 milioni di euro «mediante emissione di tre distinte categorie di azioni dotate di particolari diritti e caratteristiche» Invece il prestito-ponte per garantire la liquidità per l'attività ordinaria non è ancora stato versato. Si era parlato di un'ottantina di milioni da parte di Intesa Sanpaolo. Unicredit, Atlantia, Immsi, Pirelli e Gavio, che erano attesi per fine ottobre. - Fonte: Milano Finanza (di Angela Zoppo)