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Rassegna stampa Astoi
AGI sito web - Sharm nel caos, Lufthansa e EasyJet bloccano i voli

AGI sito web - Sharm nel caos, Lufthansa e EasyJet bloccano i voli

05 Novembre 2015

Caos all'aeroporto di Sharm el-Sheikh, sul Mar Rosso, dopo che il governo di Londra ha bloccato tutti i voli, perchè convinto che l'Airbus russo precipitato sabato nella penisola del Sinai sia stato abbattuto da una bomba. A complicare la situazione e' la decisione della tedesca Lufthansa di seguire le compagnie d'Oltremanica e di Parigi che, in serata, ha sconsigliato i viaggi a Sharm el-Sheikh, a meno che non siano "essenziali, o per ragioni professionali".

Le compagnie italiane continuano a operare voli per la località egiziana sul Mar Rosso, in cui sono presenti, secondo i dati di Astoi Confindustria viaggi, 1.500 cittadini italiani con pacchetti viaggio organizzati da tour operator. Non si registrano difficolta' nei rientri, ha assicurato l'associazione nazionale di categoria dei tour operator. Sono confermati i voli charter a rotazione settimanale, considerato che il governo italiano non ha ordinato la sospensione dei voli sulla rotta del Sinai, e il traffico andrà intensificandosi come sempre a cavallo del weekend, ha aggiunto Astoi, ribadendo che i turisti sono "tranquilli".

L'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) ha disposto che le compagnie aeree italiane che hanno voli programmati in partenza da Sharm dovranno effettuare per proprio conto controlli di sicurezza aggiuntivi, rispetto a quelli che vengono normalmente eseguiti all'aeroporto della località sul Mar Rosso. Scalo in cui sono bloccati ventimila turisti britannici, a causa della cancellazione dei voli delle compagnie EasyJet, Thompson Airways, Thomas Cook e British Airways. EasyJet ha confermato di aver sospeso i voli fino al 12 novembre, incluso il collegamento in partenza da Milano Malpensa.

La compagnia ha reso noto di aver "previsto un piano di rientro per tutti i passeggeri dei voli cancellati a partire da domani; organizzato una sistemazione alberghiera; inviato a Sharm El Sheikh una task force di personale di terra EasyJet per assisterli in aeroporto". "Consigliamo a tutti i passeggeri con in programma un viaggio in Egitto con EasyJet dopo il 12 novembre di monitorare il Flight Tracker su easyJet.com per informazioni aggiornate", e' l'invito rivolto dalla compagnia low cost.

Nessuna certezza ancora sulle cause del disastro. "Non possiamo escludere nulla, compreso che si sia trattato di un atto terroristico", ha sottolineato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. Ma per il premier britannico, David Cameron, e' "probabile" che l'aereo russo sia stato abbattuto da un ordigno. Dopo aver incontrato Cameron a Downing Street, il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha assicurato che l'Egitto e' pronto a lavorare con i partner per la sicurezza dei turisti stranieri e ha riferito che le autorità locali avevano effettuato una verifica dei controlli di sicurezza all'aeroporto di Sharm dieci mesi fa, su richiesta di Londra.

Cameron in serata ha chiamato Putin per discutere della situazione nel Sinai e della "lotta congiunta al terrorismo internazionale", ha riferito il Cremlino. In precedenza, Mosca si era mostrata molto irritata: per il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, la posizione britannica e' basata su "informazioni non verificate" e invece l'inchiesta ha bisogno ancora di tempo. La portavoce del ministero degli Esteri aveva invitato Londra a fornire tutte le informazioni.

E il presidente della Commissione Esteri del Senato russo, Kostantin Kosachev, si era spinto a dire che la decisione britannica di sospendere i voli sul Sinai era motivata da "resistenza geopolitica" perchè Londra è ostile alle azioni russe in Siria. E' un brutto colpo per l'industria del turismo del Cairo, che già ha dovuto fare i conti negli ultimi mesi con una situazione di crescente tensione. Non a caso il governo del Cairo ha detto che la teoria britannica di una bomba fatta entrare sull'aereo "non è basata sui fatti" e ha ribadito che tutti gli aeroporti del Paese rispondono agli standard di sicurezza internazionali.